Istituto Di Ricerca e Formazione – Giorgio Magnano MD – Vittorio Magnano DDS, MSc, BSc

Ansia in odontoiatria: il trattamento psicologico

Il carrello e la cartella anestesiologica

Prima di leggere questo articolo consiglio la consultazione di quest’altro argomento introduttivo: https://www.stomatological.it/paura-e-ansia-in-odontoiatria-collocazione-concettuale/.

Il trattamento dell’ansia è raramente esclusivamente farmacologico, ma parte comunque sempre da procedure psicologiche con lo scopo di desensibilizzare il paziente. Il primo approccio, secondo William e Long, dovrebbe essere puramente informativo e avvenire in un ambiente senza riunito o riferimenti agli interventi (turbine, faretre e strumenti odontoiatrici in vista). In realtà raramente è possibile un siffatto approccio ma in effetti quasi mai si eseguono nei nostri studi trattamenti già in fase di prima visita. La “prima visita” consta di due fasi: la prima è un colloquio amichevole e informale (“Piacere Vittorio, come ti chiami? Come sei venuta a conoscenza della nostra clinica? Dimmi tutto) dove si “ascolta” il paziente. Lo si ascolta a 360 gradi nei suoi aspetti e confidenze odontoiatriche ma anche psicologiche e sociali. Si effettuano gli esami strumentali diagnostici (meglio se non intraorali subito) e un piano di cura, basato innanzitutto sul “chief complaint”, il motivo della visita. La settimana o i giorni successivi il paziente tornerà e avrà un preventivo personalizzato, con tutti i metodi di pagamento possibili e immaginabili, e si stabilizzerà la sequenza degli appuntamenti per specialità (prima igienista, poi conservativa, poi estrazioni etc.).

Nel caso in cui il primo approccio sia avvenuto per via telefonica o whatsapp, carpiremo informazioni sullo stato di ansia del paziente: un tono di voce basso e una respirazione lenta indicano una condizione di tranquillità, mentre un tono agitato con sequenze di parole veloci e un respiro affannato indicano che il paziente è ansioso. Già da queste semplici informazioni potremo decidere se procedere subito con le richieste poco lucide del paziente, o se agire “per priorità” partendo magari da un colloquio necessariamente in un ambiente non odontoiatrico e da una visita informale che parte da una semplice panoramica che ci consente di dare un supporto farmacologico per attenuare il dolore.

Procedure specifiche possono contribuire ad attenuare l’ansia come ad esempio il rispetto del tempo necessario per ottenere l’anestesia, o attuare tecniche di comunicazione come il “discorso circolare” nei momenti di attesa come l’indurimento di una pasta per impronta o di una resina o dell’effetto dell’anestetico. Queste tecniche impediscono al paziente di sprofondare nuovamente nelle proprie ansie e angosce, che altrimenti sarebbero rievocate in un momento di silenzio imbarazzante o prolungato.

Le sale di attesa degli studi odontoiatrici dovrebbero rispondere a requisiti come le dimensioni contenute, le pareti tinteggiate con colori neutri come il blu o il grigio chiaro e un arredamento con quadri e oggetti di svago non invadenti e assolutamente non di uso odontoiatrico (pinze da estrazione antiche, strumenti di igiene orale etc.).

Per tutti i tipi di pazienti, ansiosi e non, la comunicazione deve essere altruistica ovvero ascoltare il paziente guardandolo direttamente in faccia oppure rispecchiare il comportamento non verbale dell’altro (tecnica del “mirroring”). In altre parole ci deve essere “circolarità” nella comunicazione fra medico e paziente. Frasi con esplicita richiesta di collaborazione con l’uso delle seguenti espressioni. “è opportuno, è utile che lei tenga la bocca più aperta” possono ancorare il soggetto e predisporlo ad un ruolo partecipativo.

Può essere necessario che pazienti particolarmente ansiosi debbano essere inviati da uno psicologo o che lo psicologo possa venire direttamente in studio, dove cercherà di deconnettere progressivamente il paziente dagli stimoli nocivi dell’ambiente odontoiatrico. La figura dello psicologo risulta particolarmente utile nei pazienti affetti da dolore orofacciale, da disestesia occlusale o senso occlusale positivo (https://www.stomatological.it/il-senso-occlusale-positivo-un-caso-di-coscienza-definizione/).

I manuali di ipnosi medica rapida ci hanno insegnato le tecniche di distrazione e di rilassamento. Ad esempio, l’odontoiatra può ricorrere a procedure di distrazione permettendo al paziente di giocare con un videogame o di ascoltare musica o di vedere un filmato. Il rilassamento sembra essere più efficace nel sesso femminile mentre la distrazione è più efficace nell’uomo.


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