Istituto Di Ricerca e Formazione – Giorgio Magnano MD – Vittorio Magnano DDS, MSc, BSc
Bite in commercio

Placca di michigan

La placca di Michigan

Scopri quello che c’è da sapere sulla placca di Michigan o “bite”.

Cos’è il bite

Il bite è un apparecchio rimovibile in resina dura che, ricoprendo totalmente o parzialmente le arcate dentali e le superfici occlusali dei denti, ne elimina tutti i contatti diretti. Concettualmente tuttavia si può definire “bite” qualsiasi oggetto posto fra i denti che ne impedisca il contatto, come per esempio un semplice rullo di cotone. In effetti, qualora un contatto dentale abnorme in quantità (parafunzioni) o in qualità (malocclusioni) o entrambi, induca una disfunzione o una patologia clinicamente rilevabile come muscolare, articolare o mista, è intuitivo che basta impedire detto contatto abnorme e sostituirlo con un alternativo, per dare immediato sollievo al paziente.

Bite in commercio

Esistono una moltitudine di ”bite” commerciali preconfezionati e facilmente adattabili a tutti i pazienti e, almeno inizialmente, più o meno tutti funzionano. Si tratta in questi casi di bite cosiddetti intercettivi che impedendo il contatto dentale, quale che sia la loro foggia o consistenza, eliminano in modo rapido la noxa patogena. Indubbiamente se noi frapponiamo in un’occlusione disfunzionale uno spessore, l’occlusione non c’è più e inoltre il repentino cambiamento dello schema occlusale abituale spezza gli engrammi muscolari consueti, disorientando il sistema neuromuscolare e interrompendo o alleviando temporaneamente le eventuali parafunzioni. Da ciò deriva il repentino miglioramento dei dolori in tutti i pazienti cui sia applicato un bite. Di questi bite commerciali intercettivi, si può con profitto avvalere anche il fisioterapista che si trovi per la prima volta al cospetto di un paziente di cui si sospetti una noxa patogena occlusale. Come terapia d’urgenza e provvisoria, uno di detti bite può essere consigliato al paziente in attesa di diagnosi medica.
Bite in commercio
Bite intercettivi in commercio: morbidi, duri, completi, segmentari, piatti, indentati, superiori, inferiori etc.

Tuttavia tramite il bite noi abbiamo la preziosa possibilità non solo di intercettare il disturbo, ma anche di impostare in maniera altrettanto rapida, relativamente economica e quel che più conta, inizialmente reversibile, future determinanti della terapia occlusale definitiva.

In altre parole, l’odontoiatra ha, tramite il bite, la possibilità di svitare via in un attimo l’occlusione e la funzione deviante, sostituendola immediatamente con una funzionale e stabile.

Alla luce di quest’ultima affermazione risulta chiaro che il bite non basta più sia “qualcosa” fra i denti, ma deve essere “ una cosa ben precisa fra i denti che dia innanzitutto stabilità alla mandibola sulla mascella e permetta di impostare, collaudare ed eventualmente modificare una nuova funzione occluso-masticatoria.

Si passa pertanto dal concetto di bite terapeutico che allora deve rispondere a ben precise esigenze.

Bite terapeutici

Il bite terapeutico si divide in due tipi:
  • Il bite di stabilizzazione
  • Il bite di riposizionamento

Bite di stabilizzazione 

E’ ormai universalmente accettato che il bite di stabilizzazione è piatto, totale, possibilmente applicato all’arcata superiore, o comunque all’arcata meno stabile. Esso deve essere applicato ed equilibrato nella bocca del paziente dal dentista, perfettamente e con assoluta precisione, badando che riceva un contatto simultaneo tra i denti dell’arcata antagonista e che abbia delle guide durante i movimenti eccentrici, lateralmente a carico dei canini e anteriormente a carico degli incisivi e dei canini, oppure soltanto dagli incisivi, o anche solo dai canini, basta che le guide siano simmetriche rispetto alla linea mediana dei denti e che non provochino deviazioni disimmetriche durante i movimenti guidati in appoggio. Non ci soffermiamo sui particolari tecnici di equilibratura del bite, né sulla sua gestione terapeutica, in quanto queste operazioni sono a carico assoluto del medico e non del fisioterapista, il quale deve soltanto conoscerne la definizione e il significato. Il bite di stabilizzazione si usa nelle patologie croniche dell’ATM e nella cronicizzazione delle dislocazioni funzionali del disco articolare . Si usa inoltre in tutta la patologia muscolare, posturale discendente, miofasciale, parafunzionale varia e nel bruxismo In tutte queste patologie, gli esercizi fisioterapici e le eventuali manovre di mobilizzazione, vanno eseguite con il bite in bocca.
BITE DI STABILIZZAZIONE
Un bite di stabilizzazione equilibrato con le cuspidi di centrica, la guida canina e la guida protrusiva

Bite di riposizionamento 

Il bite di riposizionamento, come dice la parola, serve a riposizionare la mandibola qualora la posizione imposta dall’occlusione sia gravemente disdicevole alla salute soggettiva o oggettiva del paziente. Esso consiste in un bite in genere superiore con vallo tondeggiante sulla sua parte anteriore che, andando ad interferire sulla abituale linea muscolare di chiusura urtando sui denti anteriori inferiori, imponga alla mandibola una nuova posizione di chiusura, in genere, ma non necessariamente, leggermente avanzata rispetto all’abituale originaria disfunzionale . Siccome questo bite è in genere antiestetico e fastidioso e in svariati eventi patologici va portato 24 ore su 24, anche ai pasti, il medico può, su richiesta del paziente, confezionare anche un secondo bite inferiore indentato con la resina in modo da imporre la stessa posizione del superiore col vallo, da portare non ovviamente insieme ma “ invece” del superiore durante la veglia e i pasti, confinando l’uso del superiore ai periodi di sonno. Il bite di riposizionamento si usa quasi esclusivamente nella prima fase (tre, quattro mesi) della terapia dei click reciproci e, ma questa volta non sempre, ma ad intervalli, nella infiammazione del tessuto retrodiscale, quando occorra scaricare le aree lese endoarticolari da pressioni condilari. In genere, durante i riposizionamenti, non si praticano fisioterapie aggiunte, in quanto si tratta di fasi transitorie con posture mandibolari ipercorrette. Tuttavia, qualora il medico ne prescriva, esse vanno eseguite col bite in bocca. Date queste linee guida generali sui bite, c’è da sottolineare che oggigiorno il ruolo del bite di riposizionamento è stato messo in discussione dalla comunità scientifica internazionale e spesso i disturbi possono migliorare con terapie che mantengano la posizione originale del condilo nella fossa glenoidea attraverso l’uso di bite di stabilizzazione e di terapie “biopsicosociali”
IL BITE DI RIPOSIZIONAMENTO
Un bite di riposizionamento superiore con il vallo anteriore

Il bite mandibolare

Spesso si sente parlare di bite mandibolare. Questa accezione è superficiale in quanto il bite può essere di fatto posto sulla arcata della mandibola, e quindi “mandibolare”, o sulla arcata della mascella, e quindi “mascellare”. Di fatto in ambito medico si utilizza semplicemente il termine “bite” perché, a seconda delle esigenze cliniche, il medico sceglie se confezionarlo per la mascella o la mandibola.

Bite superiore o bite inferiore?

Quali sono le discriminanti che fanno scegliere di mettere un bite superiore o inferiore?
  • Prima regola generale: il bite va messo nell’arcata con meno denti. Visto che il suo requisito principale è e deve essere la stabilità, l’arcata meno stabile è quella con più assenze di denti e perciò è li che il bite trova la sua migliore applicazione.
  • Il bite va messo nell’arcata ove sono presenti selle libere, siano esse anteriori o posteriori.
  • Se entrambe le arcate hanno un numero uguale di denti, normalmente il bite va messo superiormente. Questo perché la mascella, non essendo mobile, è di per sé più “stabile” e non è presente la lingua.
  • Il bite normalmente va messo di notte e nei momenti di pausa (a casa, sul divano, mentre si guarda la TV, quando ci si riposa). Ci sono casi in cui è meglio metterlo tutto il giorno. In questi (rari) casi, si può confezionare un bite superiore per la notte e uno inferiore per il giorno.
  • Nei rari casi in cui il bite andasse portato tutto il giorno e durante le attività sociali (mangiare, parlare, andare a lavoro, sorridere), il bite inferiore è più “comodo” e adatto a questo utilizzo.

Corsi per dentisti

Corsi per dentisti

Trova i migliori corsi di aggiornamento per dentisti online ed in presenza 

I corsi per dentisti assicurano un iter di formazione e di aggiornamento ad hoc rivolto agli studenti e ai professionisti impiegati nel settore della salute orale e dentale.

In aggiunta, la crescita professionale mira a promuovere la comunicazione e il confronto tra gli autorevoli relatori nazionali e i partecipanti della comunità scientifica, creando un network di miglioramento prolifico e in costante ascesa.

In questo articolo, abbiamo scelto di riassumere le informazioni relative ai crediti ECM e alle modalità di fruizione dei seminari e/o dei corsi: ecco cosa sapere.

Quanti sono gli ECM obbligatori per i dentisti?

Il triennio formativo attualmente in corso 2020-2022 impone il conseguimento di 150 crediti ECM per rispettare gli standard necessari alla formazioni di Dentisti / Odontoiatri.

La delibera che ne stabilisce l’ammontare è quella del 15/12/2016, secondo cui: «l’obbligo formativo per il triennio è pari a 150 crediti formativi fatte salve le decisioni della Commissione Nazionale per la formazione continua in materia di esoneri ed eventuali altre riduzioni».

Sul versante pratico della questione, i professionisti hanno la possibilità di conseguire i crediti sia in modalità telematica sia in presenza.

In entrambi i casi è possibile tenere traccia del totale di ECM accumulati attraverso il servizio web myECM, l’unica piattaforma che permette all’odontoiatra di avere una visione d’insieme della sua esperienza formativa.

Come scegliere i corsi ECM per dentisti?

I corsi ECM per dentisti sono, nella stragrande maggioranza dei casi, dei seminari intensivi altamente specializzati.

Di conseguenza, il professionista ha la possibilità di investire le proprie risorse in percorsi di formazione pensati ad hoc per le proprie esigenze.

È questo il caso del catalogo di eventi dello Stomatological Institute di Genova incentrato sulla moderna Implantologia, sul Bruxismo o sul ruolo del Full-arch nell’era digitale.

Noi ti consigliamo di verificare che i temi approfonditi siano non soltanto interessanti, ma anche aggiornati in accordo alle ultime pubblicazioni di settore.

Essendo l’odontoiatria una branca scientifica in costante cambiamento, anche i corsi ECM per dentisti – per essere considerati validi – dovrebbero tenere il passo alla bibliografia contemporanea.

Come scegliere i corsi ECM per odontoiatri?

Discorso analogo vale per i corsi ECM per odontoiatri rivolti ai professionisti abilitati che operano nel campo della diagnosi e della terapia di malattie congenite del cavo orale, nonché nell’ambito della riabilitazione dentale.

Allo stesso modo di quanto avviene per le altre discipline mediche, anche in questo caso è obbligatorio sottoporsi a un triennio di aggiornamento formativo determinato dal conseguimento dei 150 crediti summenzionati.

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità e pratiche.

Tanti articoli di approfondimento, video e novità per migliorare la propria formazione e rimanere sempre aggiornati. 

Corsi online per l’aggiornamento dei dentisti

I corsi online per l’aggiornamento dei dentisti sono un mix sapientemente bilanciato di ottima offerta formativa, prezzi concorrenziali e una modalità di fruizione dei contenuti che non incide negativamente sull’agenda del professionista.

In altre parole, la scelta di un corso in FAD consente di rispettare tutte le incombenze burocratiche dei crediti ECM, senza togliere tempo prezioso all’attività in studio.

Come se non bastasse, sarà sufficiente disporre di un PC o di uno smartphone per relazionarsi con successo non soltanto al relatore, ma anche agli altri partecipanti.

Un vantaggio da non sottovalutare se intendi arricchire il tuo network conoscendo dentisti/odontoiatri provenienti da ogni parte d’Italia. 

Vantaggi di un corso di aggiornamento per dentisti

La formazione in e-learning è la nuova frontiera dell’aggiornamento medico-sanitario.

Da un lato permette di pianificare il tuo iter di studio – senza correre ai ripari quando il tempo stringe e devi accontentarti di percorsi non soddisfacenti – e, dall’altro, non impone trasferimenti/viaggi di lavoro nel tempo libero.

In aggiunta, tra i vantaggi di un corso di aggiornamento per dentisti non possiamo che citare la totale trasparenza del programma e dei relatori/associazioni coinvolti nell’evento.

Prima dell’acquisto sarai libero di informarti in merito ai topic del corso, all’effettiva utilità degli argomenti affrontati e ai materiali di approfondimento di cui avrai bisogno per migliorare la tua carriera sotto il profilo medico e imprenditoriale.

Costo di un corso di aggiornamento per dentisti

Negli ultimi mesi, l’offerta di corsi di aggiornamento per dentisti online è cresciuta considerevolmente.

Il motivo è da rintracciare tanto nelle difficoltà imposte dalle attuali norme contro la diffusione del Covid-19, quanto da un impiego più esteso dei mezzi di comunicazione digitale.

Scegliere il percorso formativo di tuo interesse, di conseguenza, potrebbe rivelarsi complesso.

Per questo motivo, associazioni di professionisti del calibro dello Stomatological Institute di Genova mirano a garantire seminari altamente specializzati a costi contenuti.

I vantaggi? Avrai a disposizione informazioni di prima mano che miglioreranno le tue competenze pratiche e teoriche, favorendo la relazione con i pazienti.

Ti suggeriamo di prestare attenzione non soltanto al valore monetario del corso di aggiornamento che ti interessa, ma anche a quello concreto e tangibile che apporterà alla tua esperienza in studio.

GBR – Come rimuovere la membrana non riassorbibile rinforzata in titanio? (VIDEO)

La rigenerazione ossea guidata (GBR) è un trattamento che viene spesso classificato come “invasivo”. In realtà, se eseguito seguendo il protocollo, anche questo trattamento può essere facilmente sopportato dal paziente il quale la maggior parte delle volte riporterà di avere avuto un lieve fastidio. Tutte le procedure che hanno l’obiettivo di creare le condizioni spaziali e biologiche per innescare la produzione di nuovo osso attraverso i meccanismi di guarigione possono chiamarsi GBR. In effetti, in GBR ci sono differenti materiali usati per isolare la compagine di osso nativo dal periostio attraverso barriere.

Le barriere possono essere:

  • in Collagene nativo (riassorbibili)
  • in Polytetrafluoroethylene espanso (ePTFE) rinforzate in titanio – non riassorbibili e non pìù in commercio
  • in Polytetrafluoroethylene denso (dPTFE) rinforzate in titanio – non riassorbibili
  • in Titanio personalizzate sul difetto osseo del paziente – non riassorbibili

Senza entrare in innumerevoli dettagli sulla grandezza dei fori delle membrane o delle maglie delle griglie in titanio e del loro ruolo sulla osteogenesi attraverso i gettoni vascolari dal periostio e dall’osso basale, soffermiamoci sulla tecnica di rimozione di una di queste barriere, quella in dPTFE, la maggiormente utilizzata per i difetti verticali puri specialmente in mandibola insieme alla Mesh in titanio personalizzata (nuovo trend indiscusso nella rigenerazione ossea digitale).

La rimozione della membrana non riassorbibile può avvenire dai 6 mesi (nei casi più favorevoli nel mascellare superiore) fino ai 12 mesi in osso mandibolare particolarmente corticalizzato, magari basale. Quello che sappiamo già di trovare sotto una membrana rinforzata in titanio non è osso formato bensì osso neo-formato, una matrice ossea immatura o matrice osteoide. Osso NON adatto ad essere funzionalizzato o traumatizzato e che necessita ancora nutrienti e “cure” sia dall’osso nativo sia (e soprattutto) dal periostio. Però la battaglia è già vinta.

La matrice osteoide è dura e appare di aspetto pastoso seppure non ancora molto vascolarizzata. Le cellule mesenchimali totipotenti si sono già differenziate in osteoblasti perchè i gettoni vascolari durante i mesi di sommersione della membrana sono provenuti quasi esclusivamente dall’osso nativo mentre le informazioni genetiche dal periostio sono state “selettivamente bloccate” dalle fitte maglie della barriera, attraverso le quali non passano nemmeno i batteri (arma a favore).

Quindi come agiamo? Come sempre anestesia sottoperiostea molto lenta (1 ml/1 minuto), nessun antinfiammatorio o antibiotico d’obbligo (solo un antifiammatorio al bisogno) e un’ora di appuntamento compresa anestesia, documentazione clinica e fotografica e due parole con il paziente.

Non c’è bisogno di sterilità o di preparazione della sala chirurgica, se lo riteniamo opportuno e se la rimozione non comporta manovre delicate come un innesto di tessuto connettivo contestuale per inspessire la sottile mucosa o l’inserimento degli impianti.

Questi sono i passi da seguire:

  1. Incisione crestale senza tagli di svincolo
  2. Scollamento a tutto spessore fino a individuare il margine membrana/osso apicale
  3. Utilizzo di uno scollaperiostio non affilato o di una spatola Heidemann a mo’ di “cacciavite”
  4. Azione di leva e di svitamento delle microviti (da 3 mm) laddove avevamo inserito le viti (il tutto è annotato nella cartella implantare del paziente)
  5. Completa rimozione della membrana
  6. Sutura a punti semplici o a materassaio orizzontale + punti semplici 
  7. Rimozione suture a 1 o 2 settimane

Due osservazioni possiamo aggiungere:

  1. Può succedere che le viti non siano facilmente accessibili o che, pur avendone scritta schematicamente la posizione in cartella implantare, non si riescano a trovare. Non è un problema lasciare una microvite in titanio, anche per sempre, purchè siamo sicuri di aver completamente rimosso la più piccola parte di membrana.
  2. La sutura non deve essere in ptfe o in pga o in alcun materiale “pregiato” (aspetto invece fondamentale nella sutura dopo l’inserimento della barriera) e può essere in semplice seta.

Insomma, la rimozione della membrana è la procedura più semplice in GBR e forse quella che dà più soddisfazione. Buon lavoro!

Corso bruxismo 27/02/2021

IL BRUXISMO, LA RELAZIONE CENTRICA E IL BITE

NUOVE CONSIDERAZIONI PER LA CLINICA QUOTIDIANA





  • Quando

    27 Febbraio 2021

  • Dove

  • Relatore

    Dott. Giorgio Magnano e Dott. Vittorio Magnano

  • Modalità

     Sia in presenza (max 10 iscritti) che webinar online

  • Perché partecipare al corso?

    Perché la Gnatologia è una scienza in continua evoluzione ed è fondamentale aggiornarsi! In questo Corso di Gnatologia dedicato al Bruxismo (il bite, la relazione centrica, il bruxismo attraverso nuovi protocollo di impiego) metterai rapidamente in atto quanto appreso. 

    Il corso pratico riconosce 12,8 crediti ECM.


Iscriviti adesso, per il corso online o in presenza

Scopri il programma

  • 8:30 Registrazione partecipanti
  • 9:00 Introduzione. Le parafunzioni
  • 9:30 I muscoli interessati
  • 10:00 Bruxismo e serramento diurno e notturno
  • 10:30 Il sonno e i suoi fenomeni
  • 12:00 Gli effetti sui denti
  • 13:00 Pausa
  • 14:00 Gli effetti sull’ATM 
  • 15:30 Il bite. Equilibratura e gestione 
  • 16:30 il concetto di Relazione centrica nella storia 
  • 17:00 La Relazione Centrica secondo Peter Dawson
  • 17:30 La manovra bimanuale del Dawson 
  • 18:00 Chiusura lavori

Il relatore, dott. Giorgio Magnano

Giorgio Magnano (1952) è medico chirurgo dal 1977 e specializzato dal 1980. Pratica l’odontoiatria come libero professionista dal settembre del 1981. Nel 1978 vince il Premio Nazionale Biennale G.Mione” per la migliore tesi di laurea italiana in Medicina dello Sport sino al 1980 è ufficiale medico presso il Comsubin (Comando subacquei e incursori della Marina Militare). Subito dopo diventa Responsabile Medico presso la SubSea Oil Service in qualità di Medico Subacqueo e Odontoiatra. È stato collaboratore e consulente presso il Reparto di Gnatologia dell’Istituto Stomatologico Italiano di Milano del Dr. M. Molina. Per diversi anni è stato titolare del Corso di Gnatologia Annuale organizzato dalla Sezione Provinciale dell’ANDI di Genova e nel 2000 vince il “Premio ANDI” per meriti scientificoculturali. È coautore di 5 libri di argomento gnatologico, di alcune pubblicazioni e di 3 monografie. Ha tenuto corsi monotematici a Milano, Genova e Roma. È stato per anni consulente di gnatologia e protesi presso la Chirimplant di Brescia e per la Calabrodental di Crotone dove ha anche tenuto un Corso in 5 incontri di 2 giorni di Gnatologia e Dolore Orofacciale. 

Il relatore, dott. Vittorio Magnano

Dott. Vittorio Magnano Laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Valencia. Allievo, poi odontoiatra frequentatore, negli USA presso il dr. Antisdel, Marquette University. Socio dell’Associazione Culturale Ricerche Implantari San Raffaele, Socio IAO, AISOD. Laureato in Scienze Naturali presso l’Università degli Studi di Genova e in Evoluzione del comportamento animale e dell’uomo alla laurea specialistica presso l’Università degli Studi di Torino. Co-ricercatore sul campo e coautore di una ricerca sull’investimento parentale. Dal 2010 si occupa esclusivamente di odontoiatria con particolare interesse alla chirurgia parodontale e implantare. Da novembre 2017 è tutor, ricercatore clinico associato e referente gnatologico presso il Lake Como Institute. Organizzatore e docente presso il Lake Como Institute del Corso teorico-pratico di gnatologia in implanto-protesi. Nel 2019 ha partecipato alla “Orofacial pain miny residency” presso la University of Kentucky con il prof. Jeffrey Okeson. I suoi interessi di ricerca sono oggi mirati alla gnatologia applicata alla perioimplantology. Direttore scientifico del centro didattico e di ricerca Stomatological Institute Genova e direttore sanitario di Dental One srl.

Scopri di più

Iscriviti!

Iscriversi è facilissimo!

Scegli se partecipare al corso in presenza (max 10 iscritti) oppure seguendo il webinar online. Concludi iscrizione e pagamento della quota. Se partecipi online, riceverai il link per la diretta via mail, pochi giorni prima.

Iscrizione webinar

Iscrizione in presenza

Quote

Corso accreditato per 20 odontoiatri 

SOCI ANDI € 220 IVA inclusa 

NON SOCI € 250 + IVA 

In caso di mancata partecipazione verrà effettuato un rimborso al netto dei diritti di Segreteria (50% della quota di iscrizione iva compresa) solo se la disdetta scritta sarà pervenuta alla Segreteria entro e non oltre una settimana dallo svolgimento dell’evento. Le iscrizioni saranno ritenute valide solo se accompagnate dalla quota di iscrizione o dalla ricevuta del bonifico.

Modalità pagamento

Bonifico bancario sul C/C e20 S.r.l. Banca Carige SpA Agenzia 7 – Genova IBAN: IT 78I06 175 014 070 000 021 26680

• On-line tramite il sito www.e20srl.com

Contatti Segreteria Organizzativa

e20 S.r.l. (Provider ECM n. 410) Via A. Cecchi, 4/7 scala B 16129 Genova

Tel: +39 010 5960362
Fax: +39 010 5370882
Email: corsi@e20srl.com
C.F. e P.I.: 01236330997 

Iscriviti adesso, per il corso online o in presenza


Domande frequenti degli utenti 

Quanto costa un corso bruxismo?

€250 per i soci Andi, €220 per i non soci Andi con iscrizione entro una settimana Approfondisci…

Quanto dura corso bruxismo?

Il nostro corso bruxismo online o in presenza ha la durata di Approfondisci…

Quanti crediti vengono rilasciati per il corso bruxismo

Il nostro corso bruxismo online o in presenza rilascia 12,8 crediti ECM Approfondisci…

Modalità svolgimento corso Bruxismo

Il nostro corso bruxismo è sia in presenza (max 10 iscritti) che webinar online
Approfondisci…

Centro di Ricerca e Formazione in Dolore Orofacciale e Perioimplantologia.

Comitato scientifico: Dott. Giorgio Magnano, Dott. Vittorio Magnano

Dental One srl
via Donghi 20-22 r
16132 Genova

Tel: + 39 351 607 1036
Email: info@stomatological.it
PEC: dentalonesrl@pec.it
P.IVA: 02608490997

Dott. Vittorio Magnano Iscritto all'Albo Odontoiatri di Genova al n.1710
P.I. : 02457000061 - C.F.: MGNVTR83H09D969Z
PEC: vittorio.magnano.cxkl@ge.omceo.it